Rosa Luxemburg

Debutto: Genova, porto, sala della Chiamata, 12 febbraio 1976 (filmato RaiTeche)

Regia Luigi Squarzina
Regista assistente  Marco Sciaccaluga
Assistente alla regia Giulio Trevisani
Scene e costumi Gianfranco Padovani
Musiche Roman Vlad
Produzione Teatro Stabile di Genova

Personaggi e interpreti

Lenin / Karl Liebknecht Omero Antonutti
Rosa Luxemburg Adriana Asti 
Ignaz Aver / un operaio Enrico Ardizzone 
Il clown / un operaio Renato Berni 
Emil Eichhorn / Kamo / una Guardia bianca/un operaio Patrizio Caracchi
Il giornalista borghese / il delegato menscevico / Gustav Lübeck Franco Carli
Karl Radek / il pantalone (Krupp) / un operaio Donatello Falchi
Rosi Wolfstein / una prostituta Jackie Gerbino 
Luisa Kautsky / Clara Zetkin / la Kruppskaja / la merciaia Rachele Ghersi
Leo Jogiches / un operaio Alessandro Haber 
Hans Diefenbach / il tenente delle Guardie bianche / un operaio Massimo Lopez
Un operaio / Kostia Zetkin Massimo Mesciulam 
Friedrich Ebert / una prostituta / il cardinale (un latifondista) Camillo Milli
Gustav Noske / l’ispettore carcerario / un operaio Maggiorino Porta 
Paul Levi / Massimo Gorki/un operaio Carlo Reali
Un’operaia / una prostituta / una borghese Isabella Russo
Il capitano delle Guardie Bianche / il direttore del carcere / un operaio Gianfranco Saletta
Philipp Scheidemann / il professore Wolff / un operaio  Claudio Sora
Anatolio Lunaciarsky / una Guardia Bianca / un operaio Giulio Trevisani
Il trovatore (poeta espressionista) / un operaio Vanni Valenza
Una pazza/la bajadera / un’operaia Tatiana Winteler 
Karl Kautsky / il cappellano / il preside di Varsavia / un borghese Loris Zanchi

E’ l’ultimo degli spettacoli storico-dialettici ideati da Squarzina. Scritto con Vico Faggi dopo un laboriosissimo lavoro durato quattro anni, basato su un vastissimo materiale e sul confronto delle varie fonti, non è teatro-documento, né teatro politico. E’ un dramma che rielabora il documento drammaturgicamente e rievoca i fatti con l’invenzione scenica secondo i canoni della teatralità. Ne sono espressione: la scenografia brechtiana di Padovani con i praticabili di ferro spostati a vista, la musica d’epoca di Vlad, il racconto delle passioni e degli amori di Rosa, le scene da gran teatro come quelle dell’amazzone in cilindro, del clown ai consigli di fabbrica e del ballo di carnevale. Anche la scena dello scontro tra la Luxemburg e Lenin non è appiattita sui documenti. Ancorché abbia precisi riferimenti a problematiche cruciali, come il ruolo del partito, il rapporto con le masse, la disciplina rivoluzionaria, lo spontaneismo politico, la scena tende a far emergere teatralmente le connotazioni politiche ed umane di due differenti personalità: la fredda lucidità e la cosciente sicurezza di Lenin che vincerà e l’ideologa appassionata, in cui è sempre presente il dubbio, che sarà sconfitta.

“Noi volevamo far capire al pubblico che l’assassinio di Rosa da parte del potere ha molte analogie con il nostro tempo, perciò dovevamo farla uscire dal mito e farla ridiventare un personaggio vivo”.

Luigi Squarzina

Tratto da E. Testoni, Dialoghi con Luigi Squarzina, Firenze, Le Lettere, 2015, p. 182

 

 

 

 

 

 

Intervista a Luigi Squarzina

Si ringrazia il teatro Nazionale di Genova per la concessione dell’utilizzo del materiale fotografico.